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art of: CRISTIANO SORNIONE

 

 

 

 

UN ACCENNO A CRISTIANO SORNIONE
Vita, morte e miracoli di un artista che non è morto e non ha fatto miracoli

Dopo aver frequentato l’Accademia delle Belle Arti di Interzona e aver afferrato il principio alchemico che si cela dietro gli anni Ottanta, Cristiano Sornione è pronto per tornare a Termoli, sua città natale. E’ questo il modo di iniziare una biografia? A parere di chi scrive no. Ma tutto è relativo, per cui nel caso di Cristiano Sornione l’eccezione di “l’eccezione conferma la regola” entra in atto. E poi c’è da rendersi conto del fatto che Cristiano Sornione nasce praticamente allo scadere della sua permanenza in Interzona, dopo che – come suddetto – la sua alchemica ricerca fu terminata. Siamo nel pieno del primo decennio del Terzo Millennio e Cristiano opererà in vari settori, dal merchandising del gruppo “0,99” fino al para-cinema di “Girapastarito”, gruppo che (stavolta a Roma) decideva sinergicamente di riescogitare gli anni Ottanta. Non ci sarebbe riuscito, si sarebbe sciolto per poi rinascere successivamente con nuova formazione: Nancy Kean direttore, e un nutrito enturaggio di “offers” tra cui lo stesso Sornione, unitosi al progetto dopo una brevissima stagione romana. Sebbene gli obiettivi della prima sessione fossero abbandonati, la nuova direzione del dittico Kean/Sornione finì col porsi in forte distacco con la “Raffaello Sanzio Societas”, a favore dell’iniziativa più praticabile dei “Piccoli” e dei “Dauntauni”, senza dimenticare la forza dell’espressione dei “Falò di San Basso”, punto nodale del “Sodomismi” girapastariteo nonché della tensione erotica sottesa al lavoro del Sornione (ci viene in mente il magistrale “Priapo”). Si specializza successivamente nell’incisione, materico modo di ammazzare il prossimo convertito in Arte. Ed effettivamente i lavori più significativi del Sornione sono le incisioni. Ma anche i dipinti – unti e soffritti al punto giusto – denotano una sincerità profonda, ben calibrata in un accoppiarsi e scontrarsi continuo. Il conflitto culmina (per ora) nella serie di dittici degli “Innamorati”. Unti, soffritti e salati.
L’intera storia dell’Arte ritorna ad un’origine archetipica fondamentale nei lavori del Sornione e il fallo diventa scultura alimentare da tener presente non come ludico spasso dopo che abbiamo fatto i seri, ma come importante 1)mezzo di comunicazione, 2) archetipo, 3)simbolo, 4)strumento di affermazione. Un ammicco alle animalità, un ammicco alla geometria d’un dedalo mentale ancor meno risolvibile anche dal momento che Cristano ha definitivamente voltato le spalle a Ballard dopo una furiosa lite in quel di Bologna. Dopo aver effettivamente caricato di forte fascinazione esotica e pseudo-arcaica i propri lavori e aver lasciato ai critici il compito di deciderne le connessioni antropologiche, Cristiano Sornione pone un accento sull’impellente fascinazione delle forme. Gruppi di soggetti grotteschi e smostrati. Un mondo di figure distorte in cui è solo il mitico uccello Cella a rimanere integro e sovrabbondante. Insomma sarebbe a dire “l’uccello è importante NELL’uomo tanto quanto è importante NELLA donna”. Ora non servono Mysterd o Galessandro per determinare la differente natura dei due “NEL” utilizzati. Forse il polo formativo di questa dialettica sta nella continua frequentazione di Lilith, avvenente mediorientale che sosteneva di essere al contempo donna e cane bianco e ciccioso (non dissimile dal celebre “Patìna” della Kean). La Lilith lasciò che Cristiano individuasse da sé l’aspetto demoniaco del femmineo e in particolare del femmineo mitologico pre-cristiano. Certo tale informazione nocque più all’ormai degenerata Nancy Kean che non al Sornione il quale ben sfruttò tale apertura in modo da fondere il dicotomico ridondare “Arte-Vita”. Un pessimismo fisiologico? Può darsi. E se Sornione fosse misogino? A nostro parere codesta è invece una prova di parizzazione sessuale. A Cristiano Sornione non conviene di sicuro essere misogino. Fidatevi.

NANCY KEAN
Oggi / Questo Mese / 2009

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E-C E-D F-V R-A l'innamorata l'innamorato biculo e budelli culari